lunedì 2 marzo 2015

Mamma è vita sempre anche quando muore...

Pochi giorni fa in un mio post  feci riferimento ad una mamma speciale, Chiara Corbella Petrillo, la cui storia avevo appreso leggendo il libro "Siamo nati e non moriremo mai più" e il cui motto "piccoli passi possibili" è diventato il motto della nostra famiglia. Per vivere non bisogna guardarsi indietro e nemmeno avanti ma essere qui ed ora, nel presente, assaporarlo, sviscerarlo viverlo nella piena realtà per dare valore davvero ad ogni passo per quanto piccolo possa essere in modo da farlo diventare sempre possibile e superare i limiti con cui dobbiamo ogni giorno avere a che fare.

Chiara, dopo aver dato alla luce due bimbi molto malati morti a poche ore dal parto, ha dato la sua vita per l'ultimo nato, salutato qualche anno dopo la sua nascita perchè affetta da un grave tumore...

Sabato la notizia corre nel web, un'altra mamma speciale, il cui marito è molto amico del marito di Chiara ( strani i casi della vita!), è morta dando alla luce la sua piccola bambina e lasciando a casa marito e altri tre figli.

Non riesco a pensarci. Questa notizia mi ha straziato il cuore. Io ho avuto il dono della fede ma non nego che di fronte a certe notizie, pur sapendo che tutto ha un senso e che sicuramente è previsto un bene maggiore in compenso di questo lutto gravissimo, di fronte a ciò il mio pensiero ha vacillato per un attimo.

Il marito ha grande fede, non fa che pubblicare sulla sua pagina facebook lodi e gloria a Dio e testimonia con l'esempio quanto grande è la grazia di Dio che ci sostiene in questi momenti così atroci.

Anche io ho perso il papà quando ero piccolina e vedere mia sorella osservare le nuvole e chiedere "papà, quando scendi? perchè non scendi?" mi fa ripensare alle carezze mancate, al sostegno che non abbiamo mai avuto, ai rimproveri che ci avrebbero fatto un gran bene e a tutte le volte che ci è mancata la possibilità di chiamare semplicemente "papà".

E penso come mamma a questi bambini, al marito, alla piccola nata...So che tutto ha un senso...nella mia storia la morte di mio padre ha acquistato senso con la nascita di mio fratello ma ci vuole davvero tanta forza che solo Dio ti può dare per riuscire a non chiedersi il "perchè" ed accettare con umiltà e bandire ogni forma di umana disperazione.

Ho sentito più volte ripetere la parola "mistero"...ed è un mistero rimanere saldi nella fede in momenti in cui ci si potrebbe davvero sentire soli e persi.

Guardo i miei bimbi e mio marito e l'istinto è voler fermare il tempo in un abbraccio fortissimo e lunghissimo e prego perchè se mai dovesse accadere qualcosa a me o al padre possano essere animati dalla fede e dalla forza che oggi stanno illuminando questa famiglia meravigliosa a cui sento di essere legata seppur non conoscendola...

venerdì 27 febbraio 2015

Sconti e cose scontate!

A volte le persone basta che ti diano un'occhiata e ti fanno il prezzo, proprio come si fa con le cose.
Se c'è una cosa che non sopporto e che credo sia un indice di bieca superficialità è quando le persone ti misurano con il loro metro, tarandoti sulla loro vita dando per scontato che se a loro va così inevitabilmente anche per te deve essere lo stesso.

Così mi piacerebbe tanto dire alla Scassacacchi@ che se lei ha una famiglia che la sostiene, non è lo stesso per me. Se lei può contare sull'aiuto delle sorelle e della mamma, non è lo stesso per me. Se lei ha la suocera che le stira, le tiene il pargolo, le cucina, per me non è così. E ci sono cose che per me non sono uguali per scelta, altre perchè sono capitate, altre perchè semplicemente la mia è una vita diversa dalla sua.

I paragoni non mi piacciono, tanto meno appiccicare delle etichette, perchè ognuno ha una storia speciale e particolare alle spalle e quello che vale per te non vale per me.

Ognuno vive le situazioni in base al proprio temperamento, al proprio carattere, alla propria sensibilità al peso che dà alle cose, ai valori, a quello in cui crede ed a quello che ha vissuto.

Io provengo da una famiglia della media borghesia napoletana che per forza di cose ho lasciato andando via di casa  trasferendomi in un'altra città contro la volontà di mia madre che non mi ha mai sostenuto economicamente intanto che vivevo sola, proprio perchè non ha mai condiviso la mia scelta, di cui inconsapevolmente è stata responsabile anche lei in buona parte....

Molti danno per scontato che dietro un sorriso, l'apparente spensieratezza, il non dar peso a certi problemi così come spesso faccio io ci sia alle spalle una rete di affetti pronti a sostenermi. Non è così. Anzi, gli ostacoli più duri li ho proprio ricevuti dalla mia famiglia di origine. Dalla chiusura mentale, dai loro pregiudizi, dal loro aspettarsi da me solo cose brutte e stupirsi quando sono riuscita a realizzare e portare a termine tantissime altre cose, come la laurea, avere due bimbi meravigliosi senza problemi dovuti all'età ( il primo l'ho avuto a 34 anni), vivere in una casetta piccola, semiarredata, in affitto ed essere profondamente contenta di questo...ecc..ecc...

L'ultimo episodio che mi ha fatto tagliare i ponti interiori definitivamente è stato quando il giorno dopo aver assistito alla morte del mio povero papà putativo, dopo aver accolto amici e parenti venuti a dargli l'ultimo saluto, dopo aver digiunato perchè in quei momenti lo stomaco ti si chiude e passato una notte insonne mi reco a casa delle mie tre zie zitelle a cui avevo lasciato il Patatino che all'epoca aveva due anni quasi e davanti ad un suo pianto io sbotto chiamando mio marito e dicendogli di raggiungermi visto che lui soggiornava in una pensione con i suoi genitori venuti dal nord per le condoglianze. Davanti a questa mia reazione una delle mie zie mi dice con tono sprezzante :"Una mamma non si comporta in questo modo"...Non vi dico la mia reazione, io che non ho mai risposto male a loro, che sono sempre stata rispettosa le ho detto "Io che sono mamma posso insegnare a te ad esserlo non tu a me che non lo sei!"...
Lei reputava che io avessi avuto una reazione isterica esagerata, una reazione incontrollabile e che secondo lei c'era qualcosa in me che non andava...Cavoli! Venivo da giornate di merda in cui il dolore risuonava amplificato , in cui i nervi erano a pezzi per la stanchezza e la mia reazione è stata esagerata?
Fatto sta il giorno dopo, giorno del funerale, mio fratello mi racconta che la stessa zia va da lui dicendogli che forse io avrei bisogno di uno psicologo perchè secondo lei io non sto bene di testa...mio fratello l'ha fanculizzata alla grande, anche perchè in quel momento le priorità erano ben altre!

Per questo odio chi non ascolta, chi non sa ascoltare, accogliere, chi ti vede ma non ti guarda e credo di avere dentro una rabbia inesplosa che mi porta a difendere chiunque si trovi in minoranza, chi non ha voce, chi non ha le armi per potersi difendere perchè soccombere ai pregiudizi ed alle violenze fossero solo anche psicologiche è una cosa che ci si porta dentro a tal punto da lacerarti da qualche parte...

Le persone non sono cose, non sono cose scontate ma universi unici ed immensi da scoprire, da ascoltare e se possibile da amare.

giovedì 26 febbraio 2015

I seduta di neuropsicmotricità

Abbiamo affrontato la prima effettiva seduta di neuropsicomotricità...

Il Polpettino ed io ci siamo presentati dalla Doc. tutta ricci e lazzi alla buon'ora e lei ci ha fatto accomodare in una stanza piena di giochi, tappetini morbidi, lavagna bianca  a muro, specchio, palle giganti...

Abbiamo levato le scarpe ed i calzini ( mamma mia che puzza!)  e la Doc. tutta ricci e lazzi ha fatto accomodare il Polpettino su di una panca di legno...con delle palline colorate, un peluche a forma di maialino, delle spugne morbide, ruvide, dei sacchettini con ceci o riso, ha incominciato a sensibilizzare i piedini, in particolare quello sinistro del Polpettino che sembrava un pochino infastidito da questi oggetti che gli provocavano sicuramente sensazioni molto diverse...tranne quando sotto il piedino la Doc tutta ricci e lazzi ha fatto scivolare della sabbia...che goduria, quasi quasi mi faccio un pisolino ( sembrava pensare il Polpettino).

Piano piano con la manina lo ha accompagnato accanto a due tavoli non livellati e con il gioco della fattoria lo ha fatto spostare a destra e a sinistra dei bordi dei due tavolini...

Sempre piano piano lo ha spostato con le manine appoggiate in avanti su uno sgabello di legno ed hanno fatto il gioco del trenino ciuf ciuf fino ad arrivare ad una palla gigante rossa che il Polpettino ha spinto a destra e a sinistra...

La seduta è durata 45 minuti...il Polpettino non ha mai pianto, ha eseguito gli ordini della Doc. tutta ricci e lazzi alla perfezione e la Doc tutta ricci e lazzi si è anche molto stupita dell'attenzione e della parlantina del Polpettino...

Sono soddisfatta di come abbiamo lavorato ...del fato che il Polpettino non abbia pianto affatto e del fatto che adesso a casa mi sembra più sicuro nell'alzarsi e tenersi in piedi...Incrociamo le dita!!!


Equivoci..."benedetti"

Se non fossi un tipo abbastanza razionale a quest'ora sarei già in mano ad un esorcista!

Solitamente all'uscita dell'asilo il Patatino, il Polpettino ed io andiamo a salutare la Madonnina nella chiesa che si trova sulla strada per il rientro a casa...da un pò di giorni a questa parte non appena metto il dito nell'acquasantiera per poi farmi il segno della croce avverto una leggera scossa, tanto che qualche giorno fa nel consueto gesto, scosto di fretta e furia la mano sotto gli occhi basiti di una vecchietta che quasi quasi avrei dovuto soccorrere per infarto...( vabbè dai, comunque ci trovavamo in chiesa e non avrebbe dovuto aspettare molto per l'estrema unzione!) :-P
Scherzi a parte, i primi giorni che accadeva questo "fenomeno" ho incominciato a farmi un esame di coscienza fino ad arrivare a spolparmi il midollo dell'anima...ho pensato alla mia insofferenza ai nuoceri...all'occhiataccia alla zingara che se non le dò una monetina comincia a bestemmiare ed inveire contro i bambini, all'insofferenza della puzza ascellare del vicino di casa che lascia olezzi dell'ascensore come se avesse appena cucinato soffritto di cipolla ammuffita..insomma...ho scandagliato la minima cosa che potesse farmi rifiutare dall'acqua benedetta dell'acquasantiera al punto da creare scintille....

Così oggi torno dalla spesa e metto la mano sotto l'acqua perchè sporca della caramella appiccicosa del mio Polpettino che ha deciso di omaggiarmi gentilmente del residuo bellico...e...puff...scossa elettrica...così capisco che probabilmente non sono i miei peccati a creare fuochi e fiamme bensì...il tacchetto della scarpa in gomma che crea attrito con l'asfalto e i fuochi d'artificio quando entro in contatto con l'acqua....

Meno male!!! Ad ogni modo oggi mi vado a confessare, non si sa mai! :-P

mercoledì 25 febbraio 2015

Una memoria da elefante!

Un tempo avevo una memoria da elefante, ora dell'elefante mi è rimasta solo la stazza...anzi no, non voglio essere sleale e poco obiettiva...la stazza è da riferirsi ad un elefante in sovrappeso!

Un tempo ricordavo date, facce, parole dette, giorni, poesie, numeri, come mi chiamavo io, come si chiamava mio marito...stamattina ad esempio sono passata davanti allo specchio dell'armadio e c'era una, tutta spettinata, che mi sorrideva
 ( certo che come va combinata in giro la gente è tutto un programma!) e adesso faccio delle figuracce enormi!

Da un pò di tempo a questa parte vedo gente per strada che mi sorride, mi saluta, si sbraccia per dirmi "Ehi ciao! "...qualcuno è arrivato a mimare sottotitoli per farsi riconoscere...

Così l'altro giorno, assorta tra i miei pensieri, tutti sconclusionati ovviamente, che rendono il mio volto sempre più ebete, una signora mi saluta "Ciao!....Potolina Ciao....yu-uh.uh." chinandosi a 90 gradi cercando di catturare il mio campo visivo e con un cenno della mano mi riporta nella realtà...Ed io" Ehi ciao come stai?" ( con un'interpretazione che mi potrebbe vedere candidata agli Oscar come miglior attrice protagonista simulando sorpresa mista allo sgomento!)  ed intanto nella mia mente cercavo nel database dei ricordi dove l'avessi vista, chi fosse, come si chiamasse..." Scusa, ma ero sovra-pensiero
 ( sì, il "sovra" abbonda molto nella mia vita! :-P ) e lei comincia a raccontarmi di suo figlio...bla bla bla...delle influenze...bla bla bla...ecc...eccc....

Al momento di salutarsi credendo ( ingenuamente )  di aver individuato chi fosse mettendo insieme come un puzzle gli indizi con un lavorìo che manco gli esperti di quarto grado sarebbero in grado
 ( ops, gioco di parole) di fare,  le dico:" allora ciao Cinzia e scusami ancora per prima..."e lei "Paola, mi chiamo Paola ..."ed io "Eheheh...te l'avevo detto che il signor Alzheimer oramai mi accompagna da tempo..."  " Ciao cara...a presto!"

Ecco...la decisione è avvenuta: mai e dico mai più azzardarmi a salutare con i nomi...userò sempre gli intercalari: ciao cara, ciao bella (anche se l'interlocutrice è un cesso) tanto più cecata di così!, o semplicemente ciaoooooo...così mi salvo da tutte le figure di cacca che sovra-abbondano nella mia vita! Così oggi nell'andare a prendere il mio Patatino all'asilo ho incominciato, per non incorrere in equivoci, ho incominciato ( già forse l'ho scritto che ho incominciato...vabbè) ho incominciato a salutare chiunque incrociasse il mio sguardo quando non fosse perso tra le nuvole ...un semplice "buongiorno"se la persona era più anziana di me  o "ciao" se la persona sembrava essere più giovane di me e una paresi facciale perenne a mò di sorriso cosìcchè anche qualora il mio sguardo fosse perso nel vuoto si potesse pensare ad un sorriso di cortesia e che fossi in qualche modo diventata strabica, ma non certo maleducata o ciò che è peggio rincogl@onita...e poi a chi si ferma parlo del tempo, dei bimbi con febbre, e la tosse e si stava meglio quando si stava peggio, e non esistono più le mezze stagioni...e ops...sento una sirena.... scusate ma vi devo salutare...un'ambulanza giù in cortile...vado a vedere per chi è...se non mi vedete rientrare nel blog cercate nelle case di cura psichiatriche! :-P

lunedì 23 febbraio 2015

Piccoli Passi Possibili

Piccoli
passi possibili, così si intitola uno dei libri più commoventi che ho letto che narra la storia di una mamma che ha rinunciato a farsi curare per il tumore che aveva per mandare avanti la gravidanza del suo piccolo fagottino...piccoli passi possibili è diventato il motto della mia piccola famigliola.
Cerchiamo di fare le cose su misura per noi e non su quello che ci dettano gli altri o secondo quello che gli altri si aspettano da noi. Lo so, lo so, a volte sembriamo strani, facciamo scelte un pò inusuali ma lo facciamo per preservare il nostro piccolo nido e il nostro valore più grande: la libertà.

Questa filosofia dei "Piccoli Passi Possibili" riesce a farci gioire di piccoli successi quotidiani, un soldino riuscito a mettere da parte per le prossime vacanze, una dormita in più o cinque minuti più a lungo, una pizza ed una sangria riuscita a farle uscire dal budget destinato alla settimana che ci gustiamo al sabato pomeriggio, un cinema con il più grande, a turno, una volta io, una il papà ( perchè di nonni baby-sitter manco a pagarli!)...nella filosofia dei piccoli passi possibili rientrano i passetti del mio piccolo Polpettino.

Oggi abbiamo cominciato le neuropsicomotricità...i problemi ci sono e sono evidenti, ma il Polpettino riesce a cancellarli con la sua simpatia e la sua immensa tenerezza.

Non so se sono preoccupata,
Non so se sono in ansia
o forse lo so  bene ed è per questo che cerco di essere positiva.

Mi dispiace vederlo tutto tremolante...un orsacchiottone dolce e tenerone che traballa sulle gambottine piene di ciccia che vivono di vita propria...una va da lì...l'altra va da là ...e lui sempre allegro capace con quegli occhioni azzurro mare di infondere quell'ottimismo che ogni tanto manca alla sua mamma...

Cerco di fare quello che posso. Cerco di infondere serenità e gioia e allegria. Ogni giorno mi accorgo sempre di più quanto li amo e quanto siano tutta la mia vita...erano presenti anche prima che venissero alla luce perchè non ho memoria del tempo in cui ho vissuto senza loro...

sabato 21 febbraio 2015

Un'altra me...

Nella vita cosiddetta "reale", quella fatta di incontri con persone in carne, ossa e sangue, per la paura di sentire ancora quel fastidio che scaturisce quando vi è disaccordo ed incoerenza tra le parole ed i fatti ho smesso di raccontarmi. Mi infastidiscono quelle persone che parlano tanto di sè mostrandoti un'immagine che all'atto pratico è il contrario di quello che emerge ed è una cosa che non sopporto in me. Non mi piace  ritrovarmi a "mostrare" me come mi penso e poi dare prova ed esempio di un'altra me.
Ho smesso di parlare di quello che penso, dei valori in cui credo, di come sono fatta, di ciò che mi piace e di ciò che non mi piace...
Questa cosa se da un lato mi ha tolto il peso di "dover giustificare" le parole se non sono seguite dai fatti e viceversa e delegando alle mie azioni ed alla mia vita fatte di cose concrete, di atti tangibili, il mio parlare è però, anzi direi il mio non parlare, dall'altro lato, una minaccia al rapporto con gli altri.
Non so più parlare di me. Nei social  mi scateno...esprimo con la scrittura quello che a voce riesce difficile far uscire. A qualcuno capita a volte di stare anche simpatica...molto spesso risulto antipaticissima, saccente, irosa....vorrei fare la differenza anche nella vita reale, eppure mi percepisco molle, inconsistente...a volte un pò un ibrido.
Ma a quattrocchi mi inibisco. Subisco troppo l'empatia che si crea con il mio interlocutore e dimentico me stessa a tal punto da bloccare i pensieri e trovarmi ad annuire o dissentire semplicemente in una frazione di tempo lunga quanto un sì oppure un no...non vado avanti. Ascolto molto, comprendo molto, patisco molto. Sorrido anche molto.
A volte è la paura che mi blocca, a volte l'interlocutore, a volte gli argomenti...e così con la scrittura riesco a trovare quegli spazi, quella calma, quella passione e a formulare pensieri ordinati...
Sarebbe bello se riuscissi a trovare quell'armonia tra parole e fatti, tra scrittura e azione, tra quella che sono e quella che vorrei essere...Vivo in un deserto ormai da anni, a volte ho la sensazione di non aver vissuto in altro posto che il deserto stesso, eppure quando sento quell'impulso a tuffarmi in mezzo agli altri c'è una corda elastica che mi riporta non al posto in cui ero prima, ma molto molto molto più indietro e molto più lontana da quel punto che segna il perimetro tra il possibile ed il desiderato.
Sono solare, ma non sono socievole.
Sono allegra ma anche profondamente malinconica.
So essere leggera come solo chi ha portato macigni molto pesanti sa fare.
Ma non so comunicare, non so stare in mezzo agli altri. E quelle parole che sono la mia prigione sono anche sulla tastiera la mia forma più sincera di libertà.
Allontano le persone quando vedo che il rapporto può stringersi oltre le barriere che inconsapevolmente pongo a me stessa ed agli altri...le allontano...non creo ponti, non creo incontri, li evito...combattuta tra il desiderio di vivere rapporti autentici e l'impulso a chiudermi in un mondo in cui nessuno può entrare alla ricerca di un equilibrio che vedo così lontano...

venerdì 20 febbraio 2015

Semplicemente diverso!

Quando è capitato che qualcuno mi fissasse insistentemente ho sempre pensato che la causa fosse una pianta di rucola che spuntava impunemente incastrata tra i denti storti, o alla forfora nei capelli che come neve si posava sul cappotto nero ( adesso uso un ottimo antiforfora!), o ancora a causa dell'aver indossato una scarpa di un colore e l'altra di un altro, calze dimenticate nei jeans sfilati la sera precedente e che facevano capolino il giorno dopo dall'orlo dei pantaloni infilati il mattino di fretta e furia nella cabina armadio al buio  o al brufolo bello pacioccoso causa ingerimento di chili di nutella spalmati su fette di pane morbido e croccante e mai perchè mio figlio potesse destare una tale e morbosa curiosità per il suo modo di camminare.

Così ieri , quando siamo andati a prendere il Patatino all'asilo ho fatto scendere dal passeggino il mio Polpettino e una manina a me ed una al fratellino ho provato a farlo camminare per i corridoi dell'asilo, belli ampi e lisci, tutti colorati, per farlo abituare a contesti diversi dal solito pavimento di casa.

Era evidente il suo problema di deambulazione ma ancora più evidenti erano gli sguardi delle nonne e delle mamme che dopo aver visto il mio Polpettino mi guardavano con aria sgomenta mista a pietà.

Anche quelle mamme sempre in prima fila, pronte a gridare i diritti di tutti, dei diversi, dei cani, dei gatti e delle formiche, pronti a gridare e denunciare di bigottismo chi la pensa diversamente da loro...paladine di una giustizia ....sulla carta...perchè all'atto pratico non hanno nessuna delicatezza nell'accettare che tuo figlio possa essere "diverso" dagli altri.

Capisco che qualcosa di "strano" possa saltare agli occhi...ma soffermarsi così morbosamente ed insistentemente è indelicato. E' incoerente...perchè tu, proprio tu che gridi al mondo che siamo tutti uguali, tu che gridi al mondo le ingiustizie che scaturiscono dalle discriminazioni, non accetti che mio figlio sia, possa essere diverso a tal punto dall'arrogarti la licenza di dispensare consigli non richiesti per "migliorarlo" per "omologarlo" per renderlo "uguale" agli altri.

Mio figlio NON è uguale agli altri. E' speciale, come è speciale il Patatino, come sono speciale io, come lo siamo tutti.

Ma è lontano il giorno in cui cervello e parola, parola e comportamenti avranno una coerenza. In cui vedere un bambino con un qualche handicap non faccia scattare la frase " però dai, non si vede tanto...migliorerà"... Perchè mio figlio deve migliorare, certo, ma per il suo benessere e non per evitare sguardi insidiosi, indiscreti e fastidiosi.

A queste persone lascio le loro battaglie fatte di aria fritta, fatte di trastullamenti mentali e ostentazioni di idee radical-chic dove fa figo gridare "diritti per tutti"ma che poi all'atto pratico se non sei come tutti ti guardano male.

Alla larga da noi queste ipocrisie.

Per me e per la mia famiglia riservo solo persone che sottolineano a voce la diversità ma che davanti al diverso spalancano braccia e cuore e riescono a chiudere gli occhi quando si accorgono quanto male fanno certi sguardi.

Evviva la diversità...NON SIAMO TUTTI UGUALI...per fortuna!

giovedì 19 febbraio 2015

La Cenerentola che è in noi...

Ve lo confesso, devo farlo, per onestà intellettuale ....per lealtà...ebbene sì :ho rosicato alla grande...quando.....quando ho visto su facebook che alcune blogger sono state invitate alla prima di Cenerentola a Milano
1) perchè sono state invitate a vedere uno dei film che racconta una delle mie fiabe preferite!
2) perchè hanno sfoggiato abiti carinissimi e look impeccabili tra i vip presenti
3) perchè hanno conosciuto e fotografato i vip presenti.

In realtà io non sono una rosicona ma quando si tratta di Disney, che sia un evento bambini- exclusive, che sia andare a Parigi a Disneyland o in un qualsiasi store io impazzisco letteralmente...figurarsi se si tratta di assistere alla prima di un film al "cinematografo"!

E così mi sono anche un pò vergognata a scoprirmi dietro ad un monitor a imprecare "ma guarda te sta stronza...c'era pure lei....uh...uh...uh...nooooooo.....Arisa...acciderbolina!!! E giù a vestire le panni della mamma rosicona tutta casa bimbi e detersivi che sogna ad occhi aperti un "ballo" da principessa...

Un pò credo alberghi in ciascuna di noi lo spirito di Cenerentola, la bambina-ragazza che ne ha subìte di tutti i colori ma che poi arriva quel giorno meraviglioso in cui  può permettersi di pisciare addosso a matrigne, sorellastre e affini! Quel giorno in cui sfoggia il suo sorriso più bello ( a me toccherà prima provvedere ad un impianto dentario in ceramica a seguito di un mutuo per rimettere a posto la bocca, ah a proposito, mi è caduto un altro dente...ma questa è un'altra storia...) il suo abito più incantevole ( a seguito di una dieta , integratori alimentari, pilates e passeggiate chilometriche...ecco, forse sarebbe meglio dire dopo un vero e proprio miracolo...o forse un viaggetto a Lourdes! ) le sue scarpe super fighe tacco 12 ( da indossare a mo'di borsetta perchè tra le altre cose io soffro davvero tanto di vertigini) e destreggiarsi tra gli invitati con una coppa di champagne tra le mani e l'altra sulle tette per dare l'illusione di averle ancora belle toste e toniche!

E vabbè...come si dice in romano? Sto' a rosicà di brutto...ma Cenerentola docet: i sogni son desideri...chiusi in fondo al cuor...e come diceva Walt : se puoi sognarlo puoi farlo...anche se sto incominciando a pensare che quando pronunciò sta frase più che pensare davvero che i sogni si possono poi fare era lui molto ma molto fatto!

Dedicato alla Cenerentola che è in ognuna di noi!

lunedì 16 febbraio 2015

Pioggia...

E' in una giornata di pioggia come questa, al calduccio della propria casetta, con Peppa Pig sempre presente ed il dolce Polpettino che mi chiede "mamma, mani pocche...laba"( mani sporche, lava)che i pensieri sembrano scorrere lisci e liquidi esattamente come quella pioggia che picchietta contro i vetri...
Una dolce malinconia che fa pensare a quei momenti in cui eri più fragile, in cui la ricerca di colmare quel vuoto che ti porti sempre dentro sembrava essere la mano tesa di un mendicante che non aveva proprio nulla da stringere in quel pugno che serrava contro tutto e tutti per allontanare sul serio e nella realtà chi nel suo cuore aveva allontanato da tempo. E ripenso alla Potolina di anni fa, quella che con il blog si è sentita meno sola, quella che ancora sperava che rapporti ormai logorati e logori potessero riprendere con spinta e grinta, sotto il riflesso di una luce nuova. Ed invece mi ritrovo a contemplare il frutto dei distacchi maturati negli anni in cui mi sono sentita più in balìa degli eventi, sbattuta a destra ed a sinistra come su di un'altalena in cui il senso ed il verso non lo imprimevo io....e mi ritrovo più forte , a fare a meno del bisogno di approvazione di quelle stesse persone che mi hanno reso tanto insicura quanto sola. A fare a meno di aggrapparmi a delle inutili e vane speranze riposte negli altri sperando in una sicurezza che non mi verrà mai data. E così quando guardo il mio piccolino che chiede la manina quando ha paura di cadere, così penso a tutte quelle manine che mi sono state negate, volontariamente o involontariamente, ma il cui vuoto e la cui mancanza si è cementata nella mia atavica, perenne, fastidiosa insicurezza. Ma a distanza di anni e tempo con questa atavica, perenne, fastidiosa insicurezza sto imparando a conviverci e a volte paradossalmente ne sono grata. Grata perchè oggi posso dire di essere stata brava, sperando di non peccare di immodestia, brava nonostante tutto...brava a non cedere alla tentazione di lasciarsi andare, ad andare avanti nonostante i salti ad ostacoli, nonostante le barriere, le derisioni, la sfiducia, la sorpresa davanti ai tuoi successi perchè da me non ci si poteva che aspettare solo il peggio, nonostante le mani negate, i rifiuti sbattuti in faccia come pugni, le etichette appiccicate che mi hanno fatto più male di pugnalate e della solitudine in cui ho scoperto quella me che mi piacerebbe venisse fuori sempre, anche nel modo di comunicare con gli altri e non solo nelle scelte quotidiane che richiedono forza e determinazione. E alla luce della famiglia che ho creato, del marito che ho scelto, dei figli che mi sono stati donati e dell'amore che si respira tra di noi sono riconoscente anche nei confronti di quei momenti di buio assoluto senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

Quella mano tesa a elemosinare, trovatasi vuota si è chiusa a pugno....ma qualcuno l'ha riaperta per farne diventare una carezza...

mercoledì 11 febbraio 2015

Punture e allagamenti !

E' da circa un'ora che osservo il mio Patatino che si osserva da circa un'ora allo specchio. Si alza la maglietta e comincia il monologo che manco una tragedia shakespereana sarebbe all'altezza di reggere il confronto del dramma in atto ..."perchè mi hai punto...uffa....mi hai punto...( qualche lamentìo in sottofondo)...perchè l'hai fatto....mi gratta ( intendendo mi prude)...(lamentìo)....uffa...cattivo insetto...perchè mi hai punto....dimmelo...perchè?..."
E più lo osservo e più mi chiedo da chi abbia preso questa vena drammatica che Mario Merola a confronto sarebbe stato un vero principiante!
Una punturina minuscula di insetto, forse un acaro, lo sta mettendo in crisi esistenziale....a soli 5 anni quasi e già si ritrova in solitudine davanti alla sua immagine riflessa allo specchio a porsi gli interrogativi esistenziali della vita...
Così ripenso a stamattina, a quando la lavastoviglie ha deciso di eruttare il suo scarico nel lavabo creando fontane d'acqua spontanee nella mia cucina e allagando il pavimento tanto che ci mancava poco che usassimo lo sgabello in legno come zattera per spostarci da una parte e l'altra della cucina usando le cucchiarelle di legno come remi e gli strofinacci come vele ...e ripenso a quando al telefono ho sollecitato mio marito a tornare a casa ( era andato a farsi fare un'impegnativa dal pediatra per il più piccolo per la visita di domani dalla neuropsichiatra) e lui tutto trafelato torna a casa dicendo subito "Chiamiamo l'idraulico....chissà perchè è successo....perchè vedi....bla bla bla"inoltrandosi con i pensieri nei massimi sistemi dell'universo regolatori dell'acqua potabile che attraverso tubature sotterranee arriva in città ....bla...bla...bla...senza cimentarsi minimamente nel cercare di risolvere da solo il problema e nel frattempo vedermi trattenere da un attacco isterico nel vederlo lanciare le scarpe sporche e bagnate contro la parete bianca imbrattandola di nero e seminando il panico tra i bambini che intanto avevo portato al riparo sul letto a castello...ed ho pensato che l'ansiosa, la fobica, la paurosa un tempo ero io in casa...ed ora mi ritrovo a dover tranquillizzare da un lato mio marito riuscendo a stappare l'ingorgo del lavandino con una ventosa e i muscoli fatti negli anni ed intanto preparargli il pranzo perchè arrivi in tempo in ufficio, e dall'altro lato a rassicurare il Patatino che la puntura di insetto non è una malattia mortale e che presto passerà e che non importa alle volte chiedersi il perchè accadono le cose...purchè ci sia sempre una soluzione!

martedì 10 febbraio 2015

Tonfi!

Tra un'esalazione e l'altra, in quel posto in cui i miei figli si immolano seguendo la scia del bisogno ordinario dell'intestino mammesco
 ( giusto perchè i bambini prendono alla lettera, ma proprio alla lettera ciò che gli si dice, così che  l'"essere vicino nel momento del bisogno" è diventata una loro massima di vita quotidiana, un principio imprescindibile ed incontestabile!) il mio Patatino si avvicina cominciando a farmi un sacco di moine...mi dà i bacetti, mi accarezza il viso e mi dice"Mamma, lo sai chi è il mio amore?"....ed io, colta nel momento topico delle mie espletazioni giornaliere che però non mi impediscono di sciogliermi insieme al prodotto del mio intimo sforzo , gli dico con pura retorica "dimmi un pò ...chi è il tuo amore?"...e lui" Ma mamma, è papà!"....dico solo che il rumore del tonfo al mio cuore ha coperto tutti gli altri tonfi dell'immediato prossimo circondario!

domenica 8 febbraio 2015

Insonnia d'amore...

Questa è stata una di "quelle" notti ...Il Polpettino ha deciso che stanotte dovevamo fare ginnastica: dal lettino al lettone, dal lettone alla sedia a dondolo, dalla sedia a dondolo alle braccia...insomma ci siamo fatti i muscoli...ma non alle braccia... lì, proprio lì dove non batte il sole!

Premmessa.
La domenica la dedichiamo ai nonni, andiamo lì a pranzo, rimaniamo fino a sera per poi spiccare il volo verso il lunedì, verso una nuova settimana.
I miei nuoceri sono in pensione; ma non solo in pensione come stato di lavoratori ma proprio in pensione nel senso che non fanno una cippa di niente, e quando fanno qualcosa è necessario ricorrere ai ripari, soprattutto se ci sono di mezzo i bambini,per cui, alla domenica, personalmente mi ritrovo a lavorare il triplo ...guardo i bimbi e guardo i nonni che in teoria dovrebbero guardare i bimbi...

Così dopo la notte insonne decidiamo di rimanere a casa perchè le forze fisiche e mentali non ci aiutano: tutto diventa pesante, lavare i bimbi, prepararli, preparare la pappa al piccolo da portare, preparare la borsa con pannolini e affini, prendere l'auto ecc..ecc..Così mio marito chiama i genitori scusandosi ma dicendo che proprio non ce la facciamo e pensiamo di rimanere a casa così da approfittare che i bimbi il pomeriggio riposano per riposare anche noi...

Mia nuocera risponde: che ne dite se veniamo nel pomeriggio?

Alchè mi sono convinta che mio marito abbia parlato austroungarico al telefono con delle sfumature che vanno dal greco antico all'arabo moderno...poi ho pensato che alla fine non si può pretendere di avere solidarietà da chi non è capace di mettersi nei panni degli altri, di avere un minimo di empatìa...d'altronde lei sarebbe venuta, si sarebbe seduta sul divano, avrebbe mangiato la merenda che sono solita preparare quando vengono a trovarci e non avrebbe alzato un dito se non per girarsi i pollici...

La stanchezza mi fa salire ancora di più l'inca&&atura! Perchè a volte basterebbe dire " Non vi preoccupate, fate bene a riposare" anche perchè la routine non si ferma davanti alla nostra stanchezza per cui tutto quello che si fa normalmente continueremo a farlo ma con un carico da novanta in più...

Quando dico che i nuoceri t'ammazzano non ho ragione? Perchè anche l'omissione dal fare qualcosa di buono può ferirti ed incidere sul tuo sistema nervoso...

Ad ogni modo è fissato l'obiettivo del giorno: appena possibile Dormire!!! ....è su quell'"appena possibile" che però ho qualche riserva! ...

giovedì 5 febbraio 2015

Associazioni mentali

Nevica, bellissimi fiocchi di neve....dico ai bimbi: "Venite alla finestra, guardate che bella la neve!"

Ed il Polpettino farfuglia" Nebe( neve) ....Tatale
( Natale) ...Gali! ( regali)!!...Iu-uuuuuuh!!!

:-D

Finte consolazioni!

Il mio Polpettino da ottobre, in seguito a delle convulsioni, ha riscontrato dei problemi di deambulazione....in pratica a 20 mesi ancora non cammina, non gattona...non si regge in piedi...
Inutile dire la forte preoccupazione...l'ansia per ottenere una diagnosi decente...il ping pong tra pediatri, neuropsichiatri, fisioterapisti...e poi la stretta al cuore di vederlo così bello e vivace, allegro e simpatico e vederlo praticamente strisciare e tremare tutte le volte che tentiamo di metterlo in piedi...

Ma ancora di più è forte la preoccupazione tanto è amplificata la solitudine data da chi in teoria dovrebbe supportarti, consolarti, darti fiducia....

Ogni volta che tento di sfogarmi e di dire che sono preoccupata qualcuno, o meglio qualcuna, punta un faro sulla mia esagerazione, sul fatto che le mamme sono troppo ansiose e che non è il caso di preoccuparsi in maniera eccessiva...e tutte le volte capisco che è inutile dire a parole quello che ti si agita nel cuore e nello stomaco...mi viene sempre in mente la massima che mi ha insegnato mio marito ossia che "E' facile fare i froci con il culo degli altri"!...

E così mi mordo la lingua quando mi raccontano delle esperienze dei loro parenti, delle loro amiche, dei loro vicini...tutte sciocchezzuole o peggio ancora tutte tragedie alle quali devi pensare per ritenerti fortunata che non sia capitato a te....Ed è questo il problema...tutti sanno tutto, i tuttologi, ma nessuno che si preoccupi di sapere cosa realmente accade nel tuo cuore, quali sono davvero le tue preoccupazioni, tutti sembrano più forti, tutti sembrano più bravi e tu non hai davanti che l'immagine tuo figlio, steso sul letto, con gli occhi persi nel vuoto, gli arti spalancati a crocifisso e la schiuma che gli esce dalla bocca che trema tutto e quei minuti eterni, che non passano mai, ed io come un uccello in gabbia impazzito, con lui in braccio a vagare per casa a uscire sul pianerottolo a chiedere aiuto a non capire che cosa stava accadendo...ho creduto di perderlo...Ogni volta che gli cambio il pannolino mi viene davanti quella scena e allora me lo abbraccio forte forte e ringrazio Dio per avermi donato queste due perle preziose e prego perchè ai miei figli arrivi tutto l'amore che posso e di più!

E così quando qualcuno mi chiede come va non mi perdo più in mille spiegazioni che non potrebbero capire...glisso con un "tutto bene" fingendo una positività che è fasulla, una positività che è l'unico modo per rimanere nel mondo senza che qualcuno possa credere che abbia bisogno della camicia di forza o di uno psicofarmaco per tranquillizzarmi...quando basterebbe semplicemente una "carezza" che potrebbe aiutarti ad affrontare l'ansia, la paura, il dispiacere e la tentazione di cadere nella tristezza...

La fortuna però è che in questi casi cominci a vederci chiaro, non proietti sulle persone il tuo bisogno, le tue aspettative, le vedi per quelle che sono realmente, capisci chi davvero è in grado di ascoltare, chi ti conosce, chi vuole esserti vicino sul serio...Non ho molte qualità, ma quella di saper ascoltare è un dono che ho ricevuto e che spero non dover perdere mai...perchè chi ti ascolta riesce davvero a farti sentire meno solo, anche se ha idee diverse dalle tue, anche se ti contesta, ti corregge, ti rimprovera...chi ti ascolta è come se ti dicesse "ti vedo", " ti riconosco", e non ti appiccica quello che vuole vedere attraverso i suoi occhi foderati di prosciutto...


martedì 3 febbraio 2015

Una vita da precaria!

Dicono che i miracoli non esistono...chi lo dice si sbaglia di grosso: è un miracolo riuscire a mantenere un minimo di equilibrio mentale in un sistema che ti tiene continuamente sulla corda, sull'attenti a completa disposizione degli umori altrui. 
Mi convocano per supplenze senza indicarti la durata e gli orari, senza indicarti i giorni, i turni, le classi a cui insegnerai, se devo andare al mattino o al pomeriggio e  pretendendo risposte immediate e repentine e guai a far notare che i dati essenziali per poter decidere mancano...devi solo ringraziare perché "per fortuna" qualche collega si è ammalato e devi cogliere la palla al balzo altrimenti finisci in coda in graduatoria...così non puoi progettare una visita medica per tuo figlio, non puoi organizzarti per accompagnare l'altro tuo figlio all'asilo, e mica è colpa di nessuno se hai una famiglia da organizzare e non puoi contare sull'aiuto di nessuno!? 
E cominci a pensare che tutti quei discorsi fatti all'inizio della tua esperienza lavorativa in altri ambiti che esulavano dalla scuola siano stati solo sogni di gloria, illusioni, che il non voler accettare raccomandazioni di nessun tipo, di voler sperimentare sulle proprie gambe sia stata solo una grande immensa imprudenza o un atto di orgoglio di una fase della giovinezza in cui ho creduto davvero che bastasse impegno, volontà e studio per poter costruire qualcosa cucita su misura sulla propria vocazione lavorativa.E ti ritrovi a dover ricominciare ogni giorno con tanto meno entusiasmo e tanta stanchezza in più...in otto anni di insegnamento ti reputano capace di insegnare anche sul sostegno perché servi come tappabuchi ma poi non puoi fare corsi abilitanti perché non hai altre precedenti abilitazioni...in questa follia che rimanga un briciolo di buon senso e lucidità è davvero un fatto eroico, ed io a volte credo di essere davvero sull'orlo di una crisi di nervi...resistere per combattere e per sopravvivere...ma se a volte arrivasse qualcosa di più facile, lo dico a chiare lettere, giuro, non mi offenderei! 

lunedì 2 febbraio 2015

Identikit della Scassacacchio

La Scassacacchio è quella che ti chiede sempre quello che in quel momento vorresti fosse l'ultimo argomento da toccare.

La Scassacacchio è quella che ti elenca tutti i prodigi della sua  Bestiolina e che alla fine di ogni barocchevole elogio dei fenomeni della super-bestiolina ti dice : anche il tuo?

La Scassacacchio è quella che si ricorda tutto del tuo Polpettino, peso, rigurgiti, febbri, dentini spuntati e caduti...
( ho il sospetto che l'ano del suo cervello sia stato sostituito da un file di Excel e che nello scambio anche la sua bocca sia stata sostituita dall'ano, non del cervello però!)

La Scassacacchio è quella che si è fatta invitare a pranzo da te per scrutare pareti, infissi, regali di nozze, come cucini, come rassetti....ma che non si è sprecata a ricambiare l'invito da circa due anni a questa parte!

La Scassacacchio è quella che vedendo il filmino del tuo matrimonio dice ostentando il massimo della sua evoluzione progressista: "Ma tanto non è una fede al dito che fa la differenza!"...ma che progetta il suo matrimonio perchè pressata dai parenti...

La Scassacacchio è quella che parla facendo 100 battute al secondo e che non capisci mai se ci è o se ci fa. Ma di una cosa sei certa: batte! :-P

La Scassacacchio è quella che è informata di sconti, promozioni, risparmi, corsi per bambini all'avanguardia in Italia e nel Kazakistan, casomai a qualcuno venisse in mente di farsi una passeggiatina al caldo tropicale! :-P

La Scassacacchio è quella che se la conosci la eviti.

La Scassacacchio è quella che sa tutto di tutti...vita, morte, miracoli, scorregge ed affini ma che di sè dice tutto e niente ed il tempo fuori della sua porta di casa è l'argomento più erudito nel quale si è spinta fino ad ora!

La Scassacacchio scassa continuamente il cacchio!

Con simpatia
Potolina
p.s. se anche tu conosci o sei stato malauguratamente investito da una Scassacacchio firma la petizione : "Un martello in meno sui cojombres può salvarti la vita!" per la lobotomia parziale o totale della Scassacacchio a piede libero nel mondo e per offrire un'operazione chirurgica gratuita per riportare ano e bocca della Scassacacchio al loro posto per il bene dell'umanità. Ricorda: una firma non costa niente, l'incontro con una Scassacacchio può mettere seriamente a rischio la tua salute mentale!



Pillole di sopravvivenza

C'è stato un periodo in cui mi prendevo troppo sul serio....ma soprattutto prendevo troppo sul serio quello che mi dicevano "gli altri"...E così ho passato anni e anni, ore ed ore, minuti e minuti a ossessionarmi su parole dette, sorrisini accennati, battutine poco gradite cercando in tutti i modi di "darmi la colpa"...E' colpa mia se mi hanno detto così; non dovevo mettermi nelle condizioni di sentirmi dire questo o quello; non dovevo mettere gli altri nelle condizioni di dire questo o quell'altro...fino a quando ....fino a quando il mio Polpettino non è stato male.
Corsa al Pronto Soccorso, tre giorni di ricovero, diagnosi che tardano ad arrivare, visite da neuropsichiatra e fisioterapisti, pediatri che alludono ma non dicono...

Un incubo! Ma...c'è un "ma"... tutto il resto a confronto ha incominciato a scivolarmi addosso, nulla importa come la salute del mio piccolo e tutto il resto miracolosamente mi è apparso come aria fritta al punto da riuscire davvero a riderci su e mandare a cagare gentilmente chi mi sta sulle palle...

Ho capito che l'indelicatezza, la maleducazione e la psicopatologia degli altri non dipendono da me.
Ho capito che le persone che incontro hanno i loro cazzi e spesso non vedono l'ora di buttarteli addosso senza minimamente chiedersi se tu in quel momento sei pronta a sobbarcarteli o forse avresti bisogno di scambiare due chiacchiere in serenità.
Ho capito che l'egocentrismo è la malattia del secolo e che non voglio cascarci dentro anche io come una pera cotta...
Ho capito che la gente parla per parlare, per mettere in mostra quello che sa e che l'empatia è un dono...un dono di pochi.
Ho capito che quando hai bisogno, quella carezza semplice e silenziosa tarda ad arrivare, e forse non arriverà mai.
Ho capito che ogni tua preoccupazione fino a quando non capita anche agli altri è giudicata esagerata e sopportabile.
Ho capito che gli altri vanno lasciati come contorno e che sono davvero pochi quelli che ti vogliono bene sempre, a prescindere.
Ho capito che per avere aiuto non basta chiedere aiuto se a chi chiedi aiuto non è disposto a dartelo se non a parole...e che non devi credere più a quelle parole anche quando avresti un fottutissimo bisogno di crederci davvero.

Così quando la Scassacacchio ha incominciato a mandarmi messaggini per sapere se il mio Polpettino fa progressi, cammina ( e il tono non è di chi è davvero interessato ma chi deve fare il paragone con la sua piccola bestiolina  appena poco più piccola del mio Polpettino) all'inizio rispondevo seriamente, credendo nell'interesse vero per la salute del mio Polpettino...quando ho capito che era solo un pretesto per fare paragoni con la sua bestiolina ho incominciato a prenderla per il culo e scrivere messaggini ironici e divertenti del tipo " Sì, cammina, anzi corre, sta incominciando a prepararsi per la prossima maratona...." oppure " No, è pigro, ha capito che ha tutta la vita davanti per dover camminare" e così ho ottenuto l'effetto sperato: si è volatilizzata nel nulla...!!!

Così ho capito che la tecnica del "non rispondere seriamente" funziona per allontanare le zecche, le pulci, le zanzare e le mosche...così pure quando ieri la mia cara nuocera ha accompagnato un gesto carino, come regalarmi una camicetta, con una battuta sarcastica "mi raccomando Potolina non ingrassare più altrimenti non te la puoi mettere" ho risposto " Sì è vero, ho i rotolini Regina...sempre meglio che i rotoloni ( guardando il lardo che le stava facendo saltare il bottone della sua maglia!) ...e poi ho pensato " ma pensa te da che purpo ( in napoletano vuol dire polipo nell'accezione di " che cesso") viene la predica... Godo come un riccio per essere riuscita a non darle soddifazione!

Ho capito che la solitudine può essere una grande risorsa...e va salvaguardata e protetta anzichè evitata...

sabato 31 gennaio 2015

La perfetta imperfezione delle mamme!

Non sono bella...ma nemmeno sono un cesso...! Diciamo che di certo gli uomini per la strada non si girano a guardarmi a meno che non abbia una cacata di colombo sui capelli, un cappello e un piumino rosa confetto o una scarpa di un colore ed una di un'altra...sì ...sono una normale...oddio, forse no...proprio normale non sono...mmmmh...diciamo pure che sono....sono....sono passabile! Nel senso che se apro la bocca sembra che ci sia appena passato sopra un camion!...Ho dei denti che se google maps li fotografasse potrebbe scoprire che nascondo dietro le labbra la cartina della costiera amalfitana...sì, una sorta di tastiera di pianoforte...una sorta di passaggio a livello impazzito! Un tempo ne avevo il complesso.... dei denti storti...oggi no...le cose cambiano...oggi c'ho proprio un'orchestra, come avrebbe detto Massimo Troisi!
Detto ciò, da quando frequento con più assiduità bambini dai 2 ai 5 anni ho scoperto che la diplomazia, il termine "diplomazia" non è contemplato nemmeno nel lontanissimo ano del loro cervello...una specie di cosa arcana, fantascientifica, un delirio da adulti...una cosa da non prendere proprio in considerazione in nessun modo  e per nessuno motivo, fosse il più nobile o il più irraggiungibile come avere un pezzo di cioccolata cinque minuti prima della cena...Così mi reco all'asilo a prendere il mio Patatino ed inciampo in una nanetta bionda, con gli occhi azzurri, il grembiulino bianco splendente e un sorriso dolcissimo ...anche se non appena apre bocca credo essere posseduta dal figlio dell'esorcista...Mi viene incontro con la fossetta sulla guancia irresistibile e mi dice "Tu sei la mamma di Patatino, vero?"ed io accovacciandomi accanto a lei le sfoggio uno dei miei sorrisi più durbans che possa aver fatto...così lei mi tocca i denti e mi dice : Cosa hai fatto a questo dente? Perchè è così storto? Non lo metti l'apparecchio? Sai che i denti storti ce le hanno le streghe? E anche le Befane?..." Ecco...il mio sorriso rimane impassibile anche se credo di essere diventata rossa come un peperone e di aver cercato di frenare l'istinto irrefrenabile di un bel calcione su quel bel visino candido possessore di uno scarico di parole camionistiche...capaci cioè di sotterrarti come manco un tir sa e può fare...
Così sconsolata sulla via del ritorno chiedo al mio Patatino..."Patatino ma questo dente è proprio storto?"....E lui: "Sì mamma, è stortissimo"...."Grazie amore, eppure credevo che il genere maschile non fosse sempre così drasticamente sincero...!" ma poi aggiunge :" Mamma, è perfetto....tu sei perfetta!"...
Sono rimasta senza parole visto che mi sono sciolta all'istante come Olaf davanti al camino mentre la bella Anna stava schiattando...

venerdì 30 gennaio 2015

Petomania con amplificatore!

Sono passati due anni eppure la mia continenza sfinterica, il mio allenamento contenitorio del muscolo deretaneo, l'aerofagia ad alta velocità e potenza soporifera della mia famigerata petomania non sono affatto migliorati....anzi!
Con l'arrivo del Polpettino anche la plin plin fatica a rimanere nella vescica, uniamoci che il carico da cento ce lo mettono i miei 65 chili di lardo accessorio e la frittata è bella che fatta! Ma...c'è un ma.( visto che al peggio non vi è mai fine)
..se prima poteva scapparmi una scorreggina in un ascensore pieno e dare la colpa ai pargoletti ignari e per natura flautolenti, adesso, ho una cassa amplificatrice di ogni mia incontinenza: la parola di mio figlio Il Patatino!!!
Ebbene sì...eravamo al supermercato...il Polpettino nel passeggino e dall'altro lato il Patatino con il cestello che mi aiutava da bravo cavaliere d'altri tempi a riempirlo con la spesa quando....ahi ahi ahi...ecco che il latte caldo con annessa cioccolata disciolta della colazione mattutina, a scoppio ritardato per arcani misteri tuttora irrisolti, dall'interno fanno capolino verso l'esterno...proprio ad un passo dalla cassa...quando si comincia a formare la fila nella quale ogni via d'uscita sembra essere preclusa...
Così, dopo che nella mia testa si è accesa la lucina rossa lampeggiante con la scritta "Panic! Panic!",faccio finta che il Patatino mi abbia detto qualcosa...simulando naturalezza e con un sorriso che lasciava presagire una imminente paresi facciale " Cosa? ...devi fare la pipì?"..."No mamma"..."Devi fare la cacca vero Patatino?" "No mamma, ho già fatto all'asilo"...Ok, impanicata passo al piano B: diciamo tutta la verità e confidiamo nella complicità del Patatino...Così facciamo marcia indietro chiedendo mille volta scusa dicendo " ci si dimentica sempre di qualcosa all'ultimo istante" intanto che le goccioline di sudore freddo cominciavano ad imbrattare fronte e sciarpa di lana....vabbè...ripercorriamo di fretta e furia gli scaffali a ritroso e riponiamo la spesa così come l'avevamo tre nanosecondi prima messa nel cestello...una sorta di esorcizzante rewind sclerato all'ennesima potenza e il Patatino esordisce : "Mamma, perchè metti la spesa a posto?Su, andiamo a pagare!"allora mi accovaccio accanto all'orecchio del Patatino cercando di contenere la naturale discesa verticale vista la naturale posizione cacatoria del prodotto in oggetto e sussurro " Patatino, ti dico un segreto, a mamma scappa la cacca, adesso usciamo e corriamo a casa, tu mi aiuti vero a mettere la spesa a posto?"..."Certo mamma!"....Sollevata dalla complicità del nanetto usciamo e salutiamo come sempre la signora che come sempre è alle casse..."Arrivederci!" "Arrivederci"...e il Patatino ( mannaggia a me il giorno in cui gli ho insegnato a salutare quando si entra ed esce da un luogo) ad alta voce quasi che anche nel retro-magazzino dovessero sentirlo fa: " Arrivederci signora, noi andiamo a casa perchè a mamma ci scappa la cacca, ma è un segreto...."....

......Quando si dice "figura di m...!"